Thursday, 2 April 2020

palazzo imperiale tutto per noi

oggi siamo finalmente riusciti a visitare il palazzo imperiale con i bambini. 

per la verità già un paio di giorni fa ci avevamo provato, dopo vari tentativi a vuoto perché il sito era chiuso. quando siamo arrivati erano le 15.50 e il cartello diceva 'ultima entrata 15.50'. 

all'entrata il funzionario non ci fa passare 
- ma come? sono le tre e cinquant...  
mentre porgo il telefono al tipo per fargli vedere l'ora, scatta il minuto!

- è tardi!
- ma no! 
- è 51!
- ho capito, ma non siamo qui da un minuto! che buontempone, vuole scherzare! ahah! ci faccia entrare!


non scherzava ed è stato irremovibile. 

...


quindi oggi siamo tornati con largo anticipo e ce l'abbiamo fatta. io ho dovuto sopprimere l'urgenza di buttargli un paio di cartacce per terra, per vendicare la stolida intransigenza del funzionario di due giorni prima. 

la cosa bella è stato fare una visita 'privata' al palazzo imperiale visto che c'eravamo dentro solo noi! 





il palazzo è molto semplice e lineare - molto 'zen'. la parte più bella secondo me sono i giardini:





hanami - guardare i fiori

i giapponesi aspettano tutto l'anno l'apertura dei fiori dei ciliegi. 

seguono assiduamente le previsioni di fioritura trasmesse dai media che, come quelle meteorologiche, cercano di indovinare quando si apriranno i fiori e dove. 

in questo periodo compaiono cibi a tema: gelato al sakura, milkshake, torte, biscotti, tè ai fiori di ciliegio, etc.

sotto gli alberi si radunano gruppi di persone per consumare i classici 'picnic' sotto i fiori (non molti quest'anno a dire il vero, ma qualcuno l'abbiamo visto)

insomma, è in generale una grande festa, tanto attesa ma di breve durata. una volta aperti, infatti i fiori durano poco. molto poco quest'anno a causa di un paio di acquazzoni che hanno lasciato le piante semi-spoglie.

il fiore di ciliegio infatti rappresenta la bellezza e la rinascita, ma anche la fragilità dell'esistenza.




la caduta dei petali è fonte di stress per i giapponesi che non sopportano lo sporco per terra. le foglie sono prontamente spazzate via e per strada non troverete un filo di erba o una cartaccia (ma nemmeno un cestino della pattumiera!). i petali che cadono formano dei tappeti di rosa pallido che sono bellissimi, ma che turbano i giapponesi al punto che non è inusuale vedere uno zelante commerciante o addetto della metro passare l'aspirapolvere per strada.

Wednesday, 1 April 2020

sakura

finalmente si sono aperti i fiori dei ciliegi. sono ovunque e sono spettacolari. tra i posti più belli dove vederli sicuramente c'è il 'philosopher's path', un sentiero che si snoda lungo un piccolo canale ai piedi delle colline dove ci sono vari templi. qui l'anno scorso c'era una marea di persone che impediva persino di vedere la strada! uno dei vantaggi del covid è che quest'anno ci siamo goduti i fiori quasi in solitaria! 






un altro posto con alberi bellissimi è il parco del palazzo imperiale:



oppure lungo il fiume kamo







Monday, 30 March 2020

ginkaku-ji (silver pavilion)

il 'silver pavilion' assomiglia al 'golden pavilion' nel fatto che entrambi sono nati come 'ville' per poi essere trasformati in templi, ma mentre il 'golden pavillion' è coperto d'oro, non c'è traccia di argento in questo tempio zen. questo non toglie che ginkaku-ji abbia comunque un aspetto se non argentato almeno un po' 'lunare' e questo gli è dato dalle forme di sabbia bianca che si trovano nel giardino.





il cono di sabbia rappresenta il monte fuji e le righe le onde dell'oceano.


il giardino di questo tempio è bellissimo



il giardino è a ridosso della montagna e si può raggiungere un punto rialzato da cui si ha una bella vista:

Sunday, 29 March 2020

cha no yu - la cerimonia del tè

finalmente siamo riusciti a partecipare alla cerimonia del tè. ne abbiamo scelta una piuttosto informale perché anche i bambini potessero partecipare e divertirsi. 

le cerimonie più tradizionali hanno diversi livelli di accessibilità, incluse alcune che sono solo per 'iniziati'. 

nella nostra era consentito indossare vestiti 'normali' e non necessariamente il kimono. altra concessione fondamentale: ci si poteva sistemare sul tatami in qualsiasi posizione e non per forza stare seduti nel modo tradizionale giapponese (con il sedere appoggiato sui talloni per intenderci - posizione scomodissima dopo i primi 5 minuti se non si è abituati). durante la cerimonia era inoltre possibile fare foto e domande. le varie fasi erano spiegate chiaramente e dopo la dimostrazione anche noi abbiamo avuto la possibilità di prepare il tè nella nostra tazza, mischiando la polvere di matcha con il frullino di bambù. 

è stata un'esperienza molto bella e rilassante. osservare i movimenti lenti e codificati della preparazione del tè, dalla purificazione degli utensili alla creazione del tè vero e proprio, fa capire come questa sia considerata in giappone una vera e propria arte, un rito che richiede anni di pratica per essere compiuto correttamente. ogni gesto ha un significato che è legato alle dottrine zen e la cerimonia è intrisa di spiritualità: l'insieme dei gesti porta alla calma e consapevolezza interiore - una specie di yoga per la mente, diciamo!

la cerimonia del tè è stata codificata nel xvi secolo da sen no rikyu che stabilì i quattro principi fondamentali: armonia, rispetto, purezza e tranquillità. questi si applicano non solo nei rapporti tra i partecipanti alla cerimonia, ma anche agli oggetti che la rendono possibile, e al cibo consumato prima del tè. 

noi abbiamo assaggiato dei dolci tradizionali prima di bere il matcha: il sapore dolce contrasta ed esalta il gusto amaro del tè. la polvere di matcha (fatta con le punte della pianta del tè) viene 'sbattuta' con il frullino nella tazza in modo da scioglierla e creare un liquido verde brillante dal sapore amaro. io lo adoro!




Friday, 27 March 2020

kinkaku-ji

in attesa che ci chiudano definitivamente in casa abbiamo deciso di vivere ogni giorno fuori come se fosse l'ultimo e cercare di vedere più cose possibili di questa città meravigliosa prima che sia tardi!

oggi siamo andati nella parte nord/ovest di kyoto - a quasi un'ora di bici da casa nostra - per vedere questo tempio famosissimo che non ci ha deluso: kinkaku-ji, o golden pavilion.




nel 1397 lo shogun yoshimitsu comprò una villa in questo sito e l'ampliò, creando il complesso di edifici che si vede ora e che venne trasformato in tempio zen dal figlio dello shogun. dal quindicesimo secolo in poi questi edifici ebbero alterne vicende di distruzioni e ricostruzioni per guerre, incendi etc. fino ai più recenti restauri degli ultimi anni.  




il tempio si specchia nel laghetto sottostante estendendo la superficie dorata, mentre l'acqua riflette la luce sulla struttura del tempio facendolo brillare ancora di più. questa luce, a sua volta è riflessa nell'acqua in un gioco infinito di specchi.

l'effetto è ipnotico.



la vita in giappone al tempo del covid-19

la scuola rimane chiusa. 

ma che senso ha chiudere la scuola se poi sono tutti fuori per strada? gente che si affolla sotto i ciliegi in fiore, gente che fa picnic e feste e il tempo è bello e la vita pure...

mentre io sto in paranoia perché penso: questi son matti! ma non vedono cosa succede nel resto del mondo? 

è vero: la curva qui è salita meno ma non ci vuol niente perché si metta a correre. 

è vero: noi adesso stiamo meglio qui che almeno possiamo uscire di casa. ma per quanto? 

e quando ci sarà il lockdown (perché arriverà anche qui) che faremo? 

riusciremo a tornare a casa? se devo stare in giappone per non poter uscire di casa, allora forse è meglio che torno in europa. 

ma anche volendo, è probabilmente troppo tardi per poter rientrare ora. 

intanto il tempo passa, i casi aumentano e l'ansia pure.